Progetto Educativo 2007-2010
Struttura del Progetto EducativoIl progetto si compone di tre parti principali:
Solo per la parte Obbiettivi si sono specificati alcuni sotto-obbietivi pe meglio mirare le finalità educative. Giorgio – Lupo Sapiente
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Analisi Ambiente Il territorio presenta molti centri scolastici che coprono varie fasce d’età: materna, elementare, medie, e che rappresentano un bacino molto grande soprattutto perché raccolgono molti bambini e ragazzi al di fuori del quartiere. La mancanza di spazi verdi in parrocchia ci vede costretti a cercare un’alternativa negli ambienti pubblici. I più vicini sono piuttosto buoni e capaci di ospitare alcune attività delle varie branche o di gruppo: i giardinetti, il Parco della Pace, Baia Flaminia per indicarne alcuni. Tuttavia data la natura particolare di alcune attività e le loro esigenze lamentiamo ancora la perdita di spazi che un tempo ci potevano ospitare. Vista la precaria situazione venutasi a creare col cedimento strutturale di parte del tetto della sede, ci ritroviamo senza uno spazio fisso ed adeguato ad ospitarci. La parrocchia che finenzierà per intero la ristrutturazione ha cercato di venirci incontro anche destinandoci alcuni spazi, purtoppo non adeguati, per cui aspettiamo che i lavori di risistemazione della sede vengano ultimati al più presto. La struttura sociale del quartiere può essere vista su due fronti ben distinti, uno quello dei giovani e dei ragazzi, l’altro quello degli anziani. La parrocchia risulta comunque essere un centro di raccolta di entrambi questi aspetti. Le compagnie di ragazzi presenti “nel piazzale” accolgono non solo ragazzi del quartiere ma anche quelli di altre realtà cittadine dalle quali sono stati mandati via. Questo ampio spettro di struttura sociale rappresenta sì un buon punto di partenza, ma contestualmente rappresenta anche un punto di rottura con la parrocchia; questi infatti non avendo nessun legame con la stessa non sentono l’appartenenza ad un determinato luogo, cosa questa che spesso sfocia in piccoli atti di vandalismo urbano. Gli anziani d’altro canto rappresentano un’alta percentuale del quartiere, che con il passare degli anni si è demograficamente invecchiato. La maggiore frammentazione famigliare ha dato vita anche a nuclei di anziani soli, a volte malati, che trovano in alcune proposte parrocchiali momento di gioia e incontro. Rimangono però in molti quelli che hanno un bisogno che possiamo esprimere come domiciliare: la spesa quotidiana, le medicine o altre piccole cose. Oltre alla realtà parrocchiale, il quartiere mette in evidenza alcune strutture pubbliche di aggregazione per anziani e di carattere sportivo. Pochi i punti di ritrovo per giovani. Le strutture amministrative, quali il Comune o la Circoscrizione, hanno poca penetrazione, spesso dettata da necessità politiche o di conoscenza, anziché di sostegno reale allo sviluppo di una responsabilità sociale di tutti. Il quartiere, a fronte della sua posizione un po’ defilata rispetto al centro, nonostante la sua vicinanza, non ha visto nascere negli ultimi anni, come successo in altre zone della città, piccole o grandi comunità di stranieri. Le famiglie che hanno preso residenza nella zona si sono, velocemente e facilmente integrate all’interno del tessuto sociale. Analisi delle Risorse Lo sviluppo del gruppo in questi ultimi anni ha prodotto una distribuzione più omogenea all’interno delle varie branche, andando a coprire le varie fasce d’età rimaste scoperte dopo la chiusura del branco tre anni fa. Le branche hanno al loro interno una forza “giovane” molto consistente e promettente per gli sviluppi futuri e sulla base della quale è possibile strutturare ipotesi e finalità di ampio respiro temporale. Il Cambio generazionale che ha coinvolto la Comunità Capi ha significato una ventata di entusiasmo in un momento difficile per il gruppo, ma allo stesso tempo ha fatto emergere la necessità di un cammino di formazione metodologica e associativa. I numerosi impegni, unitamente alla nuova concezione dell’Università, rappresentano un limite per i capi che devono pensare ad una programmazione più compatibile con i loro tempi. Le famiglie iniziano ad integrarsi con le dinamiche di gruppo, grazie al buon lavoro di inserimento fatto dalla staff del branco che ha curato molti aspetti per facilitare la comprensione dell’ambiente scoutistico e le sue dinamiche. In reparto figura una buona coesione che lascia ben sperare per un coinvolgimento più forte e importante dei genitori dei nostri ragazzi Come realtà associativa presente sul territorio la possibilità di poterci svincolare dalla parrocchia per alcune tematiche e attività ci favorisce nell’intento di creare nuovi rapporti con enti cittadini e non. Il Parco Regionale del Colle San Bartolo rappresenta con le sue realtà variegate una opportunità di apertura verso un ambiente naturale e alla sua fruizione, che ben si adatta con i principi tipici del fare scouting. Il Parco rappresenta quindi una meta anche per gli stessi capi che lo conoscono ben poco e che quindi dovranno comunque formarsi e informarsi prima di rendere questa realtà ai ragazzi. Gli aspetti naturali che l’ambiente fornisce ci spingono a tenere anche in considerazione il mare, pensando alla nautica e alle possibilità di conoscere e far conoscere questo particolare settore associativo che negli ultimi anni ha visto la città meta di varie attività nautiche sia a livello regionale che nazionale. La necessità di sentirci partecipi della vita sociale e di sentir riconosciuta la nostra attività ci pone di fronte al problema della visibilità, soprattutto per far conoscere le proposte dell’associazione ed eliminare quegli stereotipi presenti nella società attuale nei nostri confronti. Obbiettivi Autonomia, autogestione e cogestioneSensibilizzare i bambini e i ragazzi più grandi all’uso corretto di strumenti quali le sestiglie, le squadriglie e le pattuglie, come veicolo primario per l’acquisizione di quelle caratteristiche personali e di gruppo volte a favorire l’autonomia e l’autogestione dei ragazzi, e la loro partecipazione alla costruzione dei progetti delle unità, favorendo soprattutto il dialogo e il trapasso delle nozioni. Esaltare i percorsi di competenza individuali, al fine di permettere a ciascuno di contribuire in maniera unica e irripetibile al cammino condiviso. Dare un opportuno risalto al confronto con i più grandi per favorirne il percorso verso la Partenza. Al fine di realizzare la sinergia tra i percorsi individuali e quello generale riteniamo utile migliorarci nell’utilizzo della Progressione Personale Unitaria, unico strumento in grado di mostrare le connessioni tra le varie fasi della crescita dei ragazzi e rendere consapevoli tutti i capi delle esigenze dell’intero gruppo. Educazione all’ambiente e responsabilità socialeL’esigenza di trovare un modo alternativo e stimolante per vivere la nostra proposta di conoscenza della natura, premessa indispensabile per il rispetto e per la valorizzazione del patrimonio ambientale, ci spinge ad operare in tal senso. Vediamo che l’educazione al rapporto col creato torna ad essere una priorità, dopo un periodo in cui era stata messa in secondo piano. La vicinanza con il Colle San Bartolo e la presenza di un Parco al suo interno, rappresentano, in quest’ottica, un’importante opportunità Catechesi scout esperienzialeSi sente l’esigenza di riscoprire la fede attraverso una catechesi improntata sulla “spiritualità scout”, basandosi quindi sulla sua simbologia, privilegiando gli ambienti naturali che favoriscono l’estraniazione dalla confusione quotidiana attraverso un’immersione nel creato, affinché l’operato di Dio venga effettivamente sentito e compreso dai ragazzi e dagli adulti. Affinché si possa realizzare una proposta di questo tipo consideriamo utile ogni occasione, dentro e fuori la parrocchia, a seconda delle condizioni che di volta in volta si verificano.
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